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EDIZIONE
ONLINE
30/4/2012 |
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Sapienza, ultimo libro dell'Antico Testamento,
è stato scritto dopo la morte di Cristo
(dopo
il 38 dC)
ma
omette e
disconosce il figlio di Dio.

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Sapienza
è stato
scritto
dopo Cristo
Confermato
→
dalla Bibbia Ed.
San
Paolo 2009
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IL SEGRETO CELATO nella bibbia:
dio
smentisce cristo |
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■ San Girolamo, nel 405,
attribuì il libro Sapienza
a Filone di Alessandria (15
aC
–
45
dC)
contemporaneo di Cristo. Pertanto, per l'autore della Vulgata,
Sapienza fu composto
durante la vita del Messia. Ciò nonostante, Sapienza ignora
completamente Cristo. |
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Ma com'è possibile
che l'ultimo libro di Dio, scritto durante
la vita di Cristo, omette il Messia?
Sino a
qualche secolo fa questa domanda era
impensabile perché molti padri
della Chiesa
attribuirono
Sapienza
al Re Salomone
(X sec.
a.C.) e
così il libro fu retrocesso di 19 posti
nell’indice della Bibbia distaccandolo dai
Vangeli.
→
cronologia.
Alla fine del 1700
(Bibbia
Martini)
apparve chiaro che Salomone era solo un
espediente letterario poiché nel libro sono
descritti fatti accaduti 10 secoli dopo
Salomone.
Tuttavia, anche
dopo questo riscontro, l'esegesi biblica
continuò a rinnegare Filone perché in
De Providentia
egli dichiara di recarsi frequentemente a
Gerusalemme per pregare e offrire sacrifici.
Era inconcepibile che l'agiografo
di Dio e il
figlio di Dio si siano
incrociati nella
stessa città senza che nessuno dei due
sapesse dell'altro: Sapienza non dice nulla del Messia e Cristo è
all'oscuro del redattore contemporaneo della
Parola di Dio.
E così il libro fu attribuito a un "autore
anonimo". →
documentazione
Negli
ultimi 50 anni, però, con la ricerca di
onesti e zelanti studiosi, tutto è cambiato
sino a giungere alla svolta della Bibbia
Ed. san Paolo 2009
che ha riconosciuto che il libro Sapienza è
stato scritto quando Cristo era già "sceso in
terra". |
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Ma c’è
qualcosa di più clamoroso
La stesura finale di Sapienza ha
oltrepassato la morte di Cristo
per cui la Parola di Dio non riconosce
neppure la
Risurrezione |
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La data certa |
Nel libro
Sapienza sono narrati episodi
accaduti nel
38 dopo
Cristo, |
unici nel suo
genere. L'imperatore
Caligola, proclamatosi dio, fece introdurre una
sua statua in tutti
i luoghi di culto
dell'impero romano, profanando anche le sinagoghe.
→
Negli allegati sottostanti.
Sono le prove storiche
che la stesura finale di Sapienza ha varcato
lo spaziotempo del Nuovo Testamento,
superando l'evento centrale dei Vangeli: la Risurrezione. In sostanza,
nell'unico momento di reale contatto tra Antico e
Nuovo Testamento, la Parola di Dio non
considera affatto, neppure lontanamente,
l'unto del Signore.
Senza il placet di Dio il
cristianesimo diventa una fede profana. È la
più clamorosa Rivelazione biblica celata
nell’ultimo libro veterotestamentario, la più funesta tra le profezie di Fatima.
Prima
di entrare nelle prove storiche del
testo (brani/eventi), vediamo le più recenti attestazioni
sulla datazione di Sapienza in alcune Bibbie
ufficiali e in
alcuni studiosi biblici. |
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I cambiamenti
negli ultimi 50 anni
sulla data di stesura di Sapienza
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|
■
Nel 1967
il biblista
Giuseppe Scarpat
(Rivista
Biblica
→
pp. 171-189 Ed. Paideia)
partendo dall'impianto filologico e lessicale
del testo e ricostruendo gli episodi narrati
(le statue di Caligola, la profanazione delle
sinagoghe), indica la data di composizione
dal 30 aC al 40 dC. Da
tutti i critici è considerata un'indagine
"su solide basi" e "di alto profilo
scientifico". Tuttavia, i biblisti ufficiali
del Vaticano non ne parlano
affatto.
■
Nel 1969
la Bibbia Edizioni Paoline, con tanto di
imprimatur, attribuisce il libro Sapienza a un
giudeo alessandrino, composto alla
fine del I secolo a.C.
■
Nel 1974
la Bibbia CEI fa marcia indietro di un secolo: assegna la data
di stesura di Sapienza tra il 120-80 aC
(Ed.
UELCI
→
pag. 643).
Ma è una datazione infondata che sarà
smentita anche dalla Nuova Bibbia CEI 2008.
Basti pensare che
la sovranità dell'imperatore, di cui
parla Sapienza, ha
segnato un'epoca.
Il termine
[Sap 6,1]
non compare mai nella Bibbia dei LXX perché è una
parola hapax.
indica la presa di Alessandria da parte dei
Romani nel 30 aC.
E costituisce il terminus
post quem
di Scarpat.
■
Nel 1979 il biblista David Winston,
nel saggio The Wisdom of Solomon
(New
York),
designa come data conclusiva di Sapienza il
periodo dell'impero di Caligola (37-41 dC).
La stessa data di Scarpat.
■
Nel 1988, nell'introduzione a Il
libro della Sapienza di G. Ravasi
(Ed. Dehoniane -
pag. 26),
salta
agli occhi una frase sibillina: «Per una
serie di ragioni interne, tuttavia, oggi
gli studiosi sono
sempre più convinti che ci si debba
orientare verso una data precisa, il 30
a.C.».
Quali
sono queste “ragioni interne" alla Chiesa?
La data di stesura di un libro biblico può
essere stabilita da ragioni di politica religiosa? In verità,
nei salotti vaticani si paventava il
pericolo della datazione
post-Cristo del libro Sapienza, frutto della
ricerca storica e filologica.
■
Nel 1989 il libro
Sapienza,
di
M. Conti -
Edizioni San Paolo,
cita tra le probabili date anche quella
di
G. Scarpat. Nella stessa introduzione
riferisce che la maggior parte degli
studiosi ritiene che
Sapienza sia stato scritto tra l’80-30 aC.
A pochi anni di distanza, la data della
Bibbia CEI 1974
(120-80 aC)
non è più attendibile e si sposta verso il
natale di Cristo.
■
Nel 1998, nel saggio
Creazione e
salvezza nel Libro della Sapienza di Marco
Valerio Fabbri,
docente di Sacra Scrittura - Pontificia
Università della Santa Croce, c'è scritto:
«L'opera va
in ogni caso collocata alle
soglie del Nuovo Testamento»
[pag. 14].
L'espressione "in ogni caso"
serve a sgombrare il terreno dalle passate
datazioni. E comunque viene varcata la data di nascita di Cristo.
■
Nel 2002, nella Facoltà Teologica di
Firenze si insegna che il libro Sapienza è
stato redatto alle
«soglie del 1° sec. d.C.» [Prof. Luca Mazzinghi,
ordinario di
Sacra Scrittura].
Anche qui c’è una
minuzia da sottolineare: non dice sul
finire del 1° secolo aC bensì
«alle
soglie del 1° secolo dC».
■
Alcuni anni dopo, nella stessa
facoltà teologica: «La datazione è
generalmente posta intorno
all'era cristiana tra il 30 a.C. e il 37
d.C.» [Prof.
F. Belli,
Introduzione alla sacra Scrittura e greco
biblico].
La data finale di Sapienza
[37 dC]
oltrepassa l'intera vita di Cristo.
■
Nel 2004 don G.
Bellia e don A.
Passaro
[Facoltà teologica di Palermo]
- nel
Il Libro della Sapienza
tradizione, redazione, teologia - si
spingono ad abbracciare la tesi di
J.J. Collins: «Il libro poté
essere stato scritto in un periodo compreso
tra il 30 aC e il 70 dC».
L'analisi di Collins è forzata nelle
conclusioni: prevede più autori per delle
varianti linguistiche tra
alcuni capitoli di Sapienza e interpreta
come data delle persecuzioni antiebraiche in
Alessandria gli episodi del 66 d.C.
(non
antiebraici)
anziché gli scontri religiosi del 38 d.C.
→ Vedi 2° documento
Nel 2008 la Nuova Bibbia CEI
attribuisce una nuova data a Sapienza: tra il 50 e
il 20 a.C.
[Ed. UELCI
→
pag. 1002] Ossia, mezzo secolo prima rispetto alla Bibbia CEI 1974 e
con un intervallo di stesura tutto
antecedente. (CEI-1974
120–80 aC →
CEI-2008 50–20
aC)
Inoltre, ha superato la frontiera del
30 dC
reclamata da
Ravasi. Nonostante la data del 20 aC sia
adiacente alla Natività, il libro
Sapienza è rimasto retrocesso nell'indice
della Bibbia per non mostrare il contrasto col
N.T.
Nel 2009,
il colpo di scena. La Bibbia
Ed. San Paolo
(stesso testo
Bibbia CEI 2008),
nell'introduzione
al libro Sapienza, assegna questa data: «tra
la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I
d.C.
A confermarlo ci sarebbero le allusioni alla
situazione storica del tempo, gli influssi
filosofici
(...)
e letterari greci».
Alcuni biblisti che hanno partecipato alla
revisione della
Nuova Bibbia CEI 2008
(B.
Maggioni, G. Ravasi, M. Tàbet,...)
hanno condiviso le note esegetiche e
teologiche della Bibbia
Edizioni San Paolo, 2009.
Nel giro di pochi mesi, gli insigni studiosi hanno convalidato due date diverse
per il libro Sapienza. |
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Sapienza, un libro ad orologeria
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Cristo
ripeteva continuamente "così sta scritto"
per avvalorare la sua missione alle volontà
dell’Antico Testamento. Ma proprio
nell'ultimo testo biblico, redatto dopo la
Sua crocifissione, "non c’è scritto" nulla di Lui.
Nell'unica Scrittura veterotestamentaria,
stilata nell’era cristiana ma non redatta da
un seguace di Cristo, Dio sconfessa il Nuovo
Testamento per espressa volontà
divina, essendo inammissibile l'oblio di
Jahvè.
È
una scomunica vera e propria con la firma
di Dio.
Pur escludendo la paternità di Filone, gli
effetti non cambiano.
Ecco cosa dice la
sacra Parola sapienziale: «Egli
[Dio]
mi ha concesso la conoscenza infallibile
delle cose...
Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese
io lo so.»
(Sap 7,17+21).
In
un solo colpo crolla l'intero castello
cristologico: da Figlio di Dio a
Figlio
dell'uomo.
Se
il libro Sapienza è verità rivelata,
allora, chi ha mentito?
Dio o Cristo? Oppure entrambi?
La
storia ristabilisce la veridicità, anche per
quella religiosa.
La
datazione di Liber Sapientiae
piomberà come un macigno sul popolo dei
devoti.
È
solo questione di
tempo. Ma volente o nolente, sarà dolente.
E lo dico a malincuore. |
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Documenti e bibliografia a cura
della redazione online Editing & Printing
Ed. aprile 2012
autore@utopia.it |
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La nona ora
Scultura di Maurizio Cattalan
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