Cristo sconosciuto dai suoi contemporanei
dagli ebrei che hanno vissuto
nel raggio di 50 chilometri (Gerusalemme/qumran) e sino a 35 anni dopo la "risurrezione"

  Il nome e la figura di Cristo non è mai presente nei manoscritti di Qumran. [nel  68 d.C.]
          La comunità di Qumran apparteneva al più ampio gruppo religioso degli esseni, uno dei tre
          principali gruppi del giudaismo all'epoca di Cristo testimoniati dallo storico Giuseppe Flavio.  

A cura dell'Ufficio catechistico della diocesi di Roma.
Dal documento di presentazione della Mostra
sui Manoscritti e Papiri della Bibbia,
6-16 novembre 2008  (Roma)
in occasione del Sinodo dei Vescovi su La Parola di Dio.

La Risurrezione negli storici
Differentemente dal silenzio di Qumran,
ci sono le parole di G. Flavio (37~100 dC - contemporaneo di san Paolo), nell'opera Antichità giudaiche.
Tuttavia, anche la penna di Flavio pregiudica la tesi della risurrezione. Vediamo perché.
 
Innanzitutto,
nelle 1300 pagine di storia giudaica appaiono solo quattro righe che si
riferiscono a Cristo. E tra queste:
«Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo» 
[Ant. XVIII, 63-64] *

L’elemento fondante della frase è nel pronome personale «loro».
Tutta la vicenda è confinata tra un maestro e i suoi seguaci.
Una questione tutta “tra di loro” giacché apparve “solo a loro”.
Vale a dire: lo dicono soltanto loro e nessun altro fuorché loro.
Un evento che voleva essere straordinario e assoluto
doveva essere visibile e riconoscibile da tutti.
Proprio per l’universalità pretesa.

Questo scetticismo di G. Flavio è ancora più evidente nella traduzione    
fatta dal vescovo Agapio:
**

Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche
 

«e raccontarono che egli era loro apparso tre giorni dopo la crocifissione ed era vivo».
Ancora una volta “sono essi” e “solo loro” che lo raccontarono, rimarcando la tesi che
si trattava di una narrazione senza una pubblica e reale attendibilità.
In buona sostanza, una "faccenda tutta interna" tra i tanti movimenti messianici con i tanti
presunti messia di quel periodo messianico.
Non a caso, al di fuori delle quattro righe di G. Flavio, l’evento della risurrezione è assente
in tutti i testi documentali dell’epoca.

Tra il silenzio dei rotoli di Qumran e il commento di G. Flavio,
qual è la testimonianza più affidabile?
 


*    Questa versione è considerata spuria, frutto di interpolazioni cristiane.
**  Nella Storia universale, scritta da Agapio di Ierapoli (vescovo e storico cristiano - Siria - X secolo),
      è riportata questa traduzione araba del brano di G. Flavio.
È considerata più attendibile dell'altra.


 

La risurrezione incompiuta

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