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Dio aleggiava sulle acque prima della creazione...
(Genesi 1,2)
Nella
Bibbia: l'acqua è preesistente alla creazione e
convivente con Dio |
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perché dio non ha creato l'universo |
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sette
riscontri
nella
bibbia
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La vita di Dio prima della
Creazione
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DOVE VIVEVA DIO PRIMA DELLA
CREAZIONE?
SULLE ACQUE! |
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premessa
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La Bibbia ci descrive come viveva
Dio prima di creare l'universo:
nel buio e sopra le acque.

Genesi
1,2:
«le
tenebre
ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle
acque»
[Bibbia CEI] similmente alla Vulgata
«...lo
spirito di Dio si movea sopra le acque».

Emerge implicitamente una domanda: prima della creazione, già
esisteva l'acqua?
Ce lo conferma sant'Agostino quando asserisce che anteriormente
alla creazione già c'era "qualcosa": «non
un nulla assoluto, bensì un'entità informe»
[Confessioni
- libro 12, cap.
III
+ altri scritti].
Questa entità informe era il "caos acquatico" su cui aleggiava
lo spirito di Dio. E cioè Dio, in quanto Dio è spirito e non
materia.
Analizziamo, allora, dove sono le conferme scritturistiche e
quali sono le inevitabili conseguenze: Dio è nato dopo il Big
Bang! |
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1ª
prova |
Dio separò
ma non creò l'acqua

La prima opera del Creatore fu il cielo:
«In principio Dio
creò
il cielo...».
Ma cosa s'intendeva per cielo? Lo spiega una nota della Bibbia
Martini: «La voce ebrea
"cielo" significa luogo dove sono
le acque» [in
Genesi 1,8].
La creazione del cielo avvenne col
«separare le acque dalle acque»
[Genesi 1,6] ponendo in mezzo il firmamento. Ancor più preciso è
il brano successivo: Dio «separò le
acque che sono sotto il firmamento, dalle acque che sono sopra
il firmamento»
[Genesi
1,7].
Di conseguenza, l'asciutto (il secco, il vuoto) che oggi vediamo
è derivato dalla sottrazione delle acque [Gn 1,9-10] perché
prima tutto era acque.
Dunque, stando alle parole bibliche, non ci fu la "creazione"
delle acque bensì la loro "separazione" perché esse già
preesistevano. Quest'operazione separativa è confermata anche da
alcuni biblisti contemporanei: «L'atto creativo è, infatti,
concepito come un intervento divisorio» [Le sorgenti di Dio, G.
Ravasi, ed. San Paolo 2005]. La stessa spiegazione la troviamo
nella prima nota nella Nuova Bibbia CEI «Nei primi giorni Dio
crea separando» [→
Ed. San Paolo 2009].
Si avverte chiaramente un'acrobazia dialettica per non dire
apertamente che "Dio non creò", giacché il significato di creare
è incompatibile con quello di separare.
Il “separare” prevede l'esistenza dell'oggetto. Di conseguenza,
l'acqua non fu creata ma suddivisa perché già esisteva e
conviveva con Dio. E quindi Dio viveva in uno spaziotempo
contaminato. Un'altra conferma separativa la troviamo nelle
parole implicite della Genesi: si parla della
creazione della luce, della
creazione degli alberi e degli animali... ma non si parla
della creazione dell'acqua essendo pre-esistente alla
"creazione". È
il silenzio parlante. |
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2ª
prova |
La vita di Dio
con l'acqua

Le acque scorrono nel regno
di Dio prima della creazione dell'universo, ma anche
successivamente.
Sant'Agostino, nel commentare il Salmo 115,16 «Il cielo
del cielo è del Signore» [le
acque delle acque sono di Dio], conferma la tesi
metafisica che «sopra il nostro
firmamento stanno altre acque immortali e lontane dalla
corruzione terrena»
[Le Confessioni, Libro 13, cap.
XV]. E rafforza questo concetto
dichiarando che «qualunque sia il
modo e la specie delle acque che vi si trovano, non abbiamo il
minimo dubbio che esse vi siano»
[De Genesi ad litteram 2,5].
Non sono miraggi agostiniani, bensì la fotografia della
Scrittura:
- «Lodatelo, cieli dei cieli, voi acque al di sopra dei cieli»
[Salmo 148,4]
- «Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli» [Daniele
3,60].
- «Salire in cielo» [cielo = acque] significa salire nelle acque
dove risiede Dio.
- «Costruisci sulle acque la tua dimora, fai delle nubi il tuo
carro» [Salmo 104,3].
- «Se tu squarciassi i cieli e scendessi!» [Isaia 63,19]

I DUE CIELI
L’unico aspetto un po'
dubbioso per sant'Agostino era il “modo e la specie” delle acque
divine. Ma anche su questo dilemma agostiniano c’è il responso
biblico.
Dopo la separazione iniziale delle acque c’è stato un momento di
ricongiungimento. Avvenne con il Diluvio universale.
Scrive G. Ravasi nel testo sopra citato [pag.45]: ci fu «una
retrocessione del mondo allo stato confuso antecedente alla
separazione-creazione divina. Infatti anche le acque celesti
s’incrociarono con quelle dell’abisso e, insieme,
infrangono la frontiera che tutela la terraferma».
Si
riferisce a Genesi 7,11
quando l'Onnipotente aprì le cataratte del cielo [i
tombini del firmamento] per far precipitare l’acqua divina
provocando la "strage universale", battezzata Diluvio
universale. Nell'incontro e nell'intersecarsi delle due
acque c'è
la conferma che le acque del cielo di Dio hanno la stessa
fisicità delle acque del cosmo. E così anche sant'Agostino può
dormire sonni tranquilli. |
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3ª
prova |
Perché
l'acqua faceva parte del mondo di Dio?

Per la scienza meccanicistica di XXX secoli fa, era
inconcepibile che un oggetto potesse restare sospeso nel vuoto
(es. la Terra). Non a caso, la calotta del cielo biblico era
sorretta da due colonne che s'innalzavano dalla piattaforma
terrestre.
Il
firmanentum, nel latino classico, significa appoggio,
sostegno.
Questa logica del sostegno-fissità la troviamo anche quando i
"settanta anziani" videro Dio «Essi
videro il Dio d'Israele: sotto i suoi piedi vi era come un
pavimento in lastre di zaffiro
(= acqua
cristallina)»
[Esodo 24,10].
L'acqua del cielo fungeva da supporto
vaporoso/nuvoloso
per sorreggere l'Essere divino nel
suo librarsi. Era impensabile - finanche per l'Onnipotente -
poter aleggiare nel vuoto dell'abisso. Altrimenti, precipitava!
Similmente alle «stelle fisse» che erano inchiodate al cielo
[Salmo 8,4 + Matteo 24,29 + altri].
Anche gli angeli - esseri spirituali - avevano bisogno di ali
per spiccare il volo.
Ancora nel 610 d.C. Allah si domanda: «Chi
trattiene gli uccelli dal cadere?». Il Dio coranico, non
conoscendo le proprietà fisiche dell'aria e non riuscendo a
spiegarsi il fenomeno del volo, dichiara che Egli sorregge gli
uccelli sospesi in aria [Sura LXVII,19]
È
lo stesso motivo per cui la sostanza
vaporosa dell'acqua
avvolgeva
e sosteneva la "sostanza spirituale" del Dio biblico.

Dunque, ritornando al tema della creazione, l'acqua è in
ab aeterno con Dio per consentirgli di sfarfallare nella
voragine dell'infinito abisso senza l'occorrenza delle ali.
l'idea
del sostegno
↔
le colonne dell'universo
↔
altri brani
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4ª
prova |
L'inconcepibilità
del nulla

La cultura biblica non riesce
a concepire il "nulla", neppure come peculiarità dell'infinito
prima della creazione, quando ancora non c'era niente. Lo
zero era impensabile perché «il nulla» era
inammissibile.
Ma oltre al
sostegno, cos'altro era l'acqua?

Ecco cosa ci dice la Bibbia: «Disse
ancora Dio: producano le acque i rettili animati e viventi, e i
volatili sopra la terra sotto il firmamento del cielo»
[Genesi 1,20].
*
Anche in questo caso la nota della Bibbia Martini ci aiuta a
comprendere questo passaggio: «lo
spirito vivificante infondeva nelle acque la virtù di produrre i
rettili, i volatili, i pesci». In
buona sostanza, questa "fetta di creazione" avvenne direttamente
dall'acqua agli animali grazie al ruolo di intermediario-divino
di cui godeva la sostanza acquifera. Una sorta di ricompensa
divina per i servigi forniti dall'acqua.
Pure Allah, che ha scopiazzato dalla Bibbia, riporta lo stesso
impianto
creazionista.
Anche nel Vangelo c'è un'altra conferma: Cristo che cammina
sulle
acque.
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5ª
prova |
L'acqua
dalla filosofia alla teologia

La più antica divinità è stata la goccia d'acqua: il seme
fecondatore della pioggia che giungeva dall'alto del cielo.
Nella filosofia orientale e presocratica l’acqua era un
«principio primo». L'eternità dell'acqua nasceva dalla sua
indivisibilità, così considerata sino al 1700
(Lavoisier/Cavendish).
La Sapienza di Dio ha importato dalla scienza
profana il «principio primo dell'acqua» tramutandolo in
"elemento divino" formando un binomio indissolubile Dio-acqua.
È la conferma del pensiero di sant’Agostino che
«le acque del cielo sono immortali»
ed è la riprova che esse sono sempre esistite (coeterne e
coesistenti con Dio) perché necessarie al reggersi-aleggiare
dell'Ente Supremo.

La religiosità dell'acqua -
entità femminile - è altresì il residuo simbolico di quando la
donna divenne la
Divinità
creatrice. L'acqua di Dio, silente e sottomessa, è la
consorte recondita del maschio Jahvè in funzione di involucro ma
soprattutto di
grembo. |
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6ª
prova |
Ma quando è
nata l'acqua?

Oggi sappiamo che l'acqua è una molecola formata da una rete di
atomi fatti di neutroni, protoni, elettroni, energia e massa.
Prima del Big Bang non esisteva l'atomo, non c'era l'energia, né
la massa. L'idrogeno si è combinato con l'ossigeno quando si è
formato quest'ultimo elemento: sette miliardi di anni dopo
l'espansione dell'universo. Non solo. L’acqua si è formata dopo
l'era della materia.
Motivo per cui, Dio è nato dopo il Big Bang!
Ma tutto questo Dio non lo sapeva.
E non sapeva neppure che con l'acqua c'è già lo spaziotempo
e con la quadridimensionalità c'è anche la relatività.
Per di più, dove c’è acqua c’è vita e quindi già c’era la vita
prima della “creazione della vita".
In parole povere, Dio credeva di aver creato non sapendo che la
creazione era già avvenuta. L'acqua è il testimone muto della
menzogna divina. |
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7ª
prova
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Col senno del
poi...

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Dopo le
recenti scoperte scientifiche la Teoria creazionista
fa acqua da tutte le parti. La scienza rivelata da Dio è
inconciliabile con la vera scienza. Dopodiché l'esegesi
ha cambiato rotta: «la Sacra Scrittura non ha lo scopo
di dare informazioni scientifiche». Così recita la
1ª nota
della Bibbia CEI ed. 1974. |
Pur tuttavia, fino a
qualche decennio fa, il libro della Genesi era venerato
come un autentico trattato di scienza. I Padri della
Chiesa e l'ermeneutica biblica ricorrevano alle
Scritture per spiegare la cosmologia celeste - compreso
nel processo a Galilei - perché la scienza divina era la
"causa delle cose" nell'ordine soprannaturale.
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La scienza
dell'Onnisciente
sino al 1900 |

San Tommaso d’Aquino, pilastro teologico e dottore della
Chiesa, nella Summa Teologica scriveva sulla scienza di
Dio:
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-
«In Dio vi è scienza allo stato perfettissimo» |
→
Argomento
14,
art.
1 |
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-
Dio «conosce le cause supreme» |
→
Argomento
14,
art.
1,2 |
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-
«la scienza di Dio ha per oggetto non altro che il vero» |
→
Argomento
14,
art.
13,2 |
|
-
«la scienza di Dio è sotto ogni modo perfetta» |
→
Argomento
14,
art.
16,2 |

Parole dottrinali
fino a quando la scienza divina sembrava scienza
esatta. Quando poi ha perso ogni fondamento
scientifico è stata declassata in allegoria,
sebbene la sapienza divina intende proclamare
la verità vera e assoluta.
«La verità è principio della tua parola»
Salmo
119,160
«Le tue parole sono
verità»
2Samuele
7,28 |
La caduta del Creatore

Se la vita non è un dono divino, crolla la più alta
funzione di Dio.
L'esegesi moderna, per salvare la figura del «Creatore»,
ha dovuto invalidare gli episodi della sacra creazione.
Con la spugna dell'allegoria ha cancellato le
incongruenze creazioniste tramutandole in
misticismo metaforico.
Vecchio trucco e vano tentativo.
Alla fine della descrizione biblica c'è una
dichiarazione solenne che non lascia spazio a giochi di
sofismo: «Tale fu l'origine del cielo e della terra
quando l’uno e
l’altra fu creata» [Genesi 2,4 - Vulgata/Martini].
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La legge del silenzio

I biblisti hanno sempre evitato ogni commento
sull'aleggiare
di Dio nelle acque: non potendo dire che la Bibbia ha
torto e non potendo girare la frittata, bocche cucite
per insabbiare quell'evidente insensatezza.
Il colpo di
grazia
Anche se collocata in un cantuccio, la nota della Bibbia
CEI [Ed. San Paolo 2009] ha confermato che «nei
primi
giorni Dio
creò
separando»
avvalorando che la vita di Dio (che equivale allo
spirito di Dio) era sulle acque del cielo sin da prima
della creazione. Così che l'acqua è sempre stata
convivente con Dio. Un costrutto creazionista che fa
concorrenza all'incompetenza.
Tuttavia, non hanno compreso fino in fondo ciò che hanno
scritto. Se Dio non creò «all'inizio di tutte le cose»,
non creò neppure dopo. Dopo non ha più senso ed è
comunque inutile. |
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La confessione
dei biblisti |
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epilogo

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Il fallimento
dell'infallibile Parola
La scienza della Bibbia, concepita per suscitare
stupore e devozione, non è una sacra menzogna ma una
divina ignoranza.
Deve ancora nascere un Dio veramente divino!
Intanto, una nuova Torre di Babele (LHC) sta per
entrare in scena. Non più per toccare il cielo bensì
il microcosmo, conducendoci a ritroso sulla nascita
dell'universo. Lì è il timor di Dio. Ed è lì che
stiamo per giungere. Punto. |
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zoom


La logica del sostegno

La molecola
dell'acqua è
il testimone muto
della fittizia
creazione
da Dio

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LA PROVA DELLA SCRITTURA CHE INVALIDA LA CREAZIONE DI DIO

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Citare la fonte
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l'origine
dell'universo
dallo zero
spaziotempo
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